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Non perdiamoci mica di vista. I Pinguini Tattici Nucleari: una band “equilibrata”

svg18 Aprile 2024LiveRecensioniLuca Lops

I Pinguini Tattici Nucleari conquistano l’Inalpi Arena di Torino con quattro date sold out del loro “Fake News Indoor Tour” e, guardando al futuro, annunciano già il prossimo tour negli stadi, previsto per il 2025


Si sa, Sanremo può essere un grande trampolino di lancio e i Pinguini hanno saputo coglierlo al balzo. Il successo che ne è derivato ha allargato esponenzialmente il loro pubblico, conquistando fan di tutte le età. Guardandosi attorno nel palazzetto dell’Inalpi Arena di Torino, infatti, si poteva notare un pubblico vario ed eterogeneo, con una fascia di età che si estendeva dai bambini fino agli anziani. Due anni prima, nello stesso posto, c’era forse la metà di quelle persone, con un target abbastanza ristretto.

In quel caso, però, si trattava di un concerto slittato di due anni a causa della pandemia e i PTN, nel frattempo, erano riusciti a farsi conoscere da tutta Italia grazie alla loro hit Ringo Starr, arrivata terza al famoso Festival della Canzone italiana. A quel concerto tappa del tour “Dove eravamo rimasti” –, partecipò quindi chi in qualche modo già li conosceva e chi, magari, si accorse in tempo del loro potenziale, poco prima dell’arrivo del Covid.

Pienamente nel loro stile, questo nuovo tour nei palazzetti dal titolo “Non perdiamoci mica di vista”, che richiama il verso del brano Cena di classe, sembra ricollegarsi al precedente. Riutilizzando lo stesso format, hanno fatto le cose ancora più in grande, con l’aiuto di effetti speciali di grande intrattenimento: dagli schermi a led a un vero e proprio muro imponente di luci, passando per i fuochi d’artificio. Il palcoscenico interagiva insieme ai musicisti della band, tanto da diventare un membro aggiuntivo della band. Ad esempio, in Ricordi, un grande schermo rettangolare è sceso “ingabbiando” gli artisti: lo schermo è diventato parte integrante della performance sfocando l’immagine dei musicisti della band, come fossero ricordi sbiaditi nella mente di chi soffre d’Alzheimer. In altri brani, invece, il palco si elevava verso in alto, innalzando al cielo tutti i Pinguini. Insomma, la band suonava su un palco che, in quanto a trasformazioni, poteva fare invidia a Optimus Prime.

Cogliere la giusta sensibilità con cui trattare temi delicati è sempre un po’ stata una premura della band. Oltre all’Alzheimer, infatti, non è mancato un pensiero ai palestinesi, a cui è stata dedicata una poesia letta direttamente dal tastierista Elio Biffi – anche detto sex symbol, precisano i Pinguini –, prima di introdurre un altro brano altrettanto delicato dal punto di vista dei suoi contenuti: Freddie.

Passando da un brano all’altro, la band ha preparato un repertorio pieno di dediche, facendo cantare il pubblico per lo più con canzoni tratte dai dischi precedenti, passando per le hit più famose. Da Ridere a Lake Washington Boulevard – un pezzo che, a detta loro, non era stato pensato come singolo da far girare in radio eppure, inspiegabilmente, fa cantare interi palazzetti –, da La storia infinita a Giovani Wannabe: i Pinguini Tattici Nucleari sono entrati nei cuori delle persone con le loro canzoni, dai testi intrisi di cultura pop.

La loro unicità sta nella visione equilibrata in quanto band: non uno davanti agli tutti, ma tutti quanti che, uno a uno, emergono. Ognuno di loro, infatti, ha cantato in una o in più canzoni – con la sola esclusione di Matt, il batterista, protagonista però di un numero con le bacchette infuocate –, rimarcando così cosa per loro significhi essere una band.

Anticipando una certa continuità, il concerto, la band ha colto l’occasione di questo concerto per promuovere il loro prossimo tour, intitolato <Hello_World/>, previsto l’anno prossimo negli stadi di tutta Italia con uno spettacolo tutto nuovo. Chi ha familiarità con i linguaggi di programmazione riconoscerà subito il riferimento: che sia un nuovo inizio? Un nuovo album, magari?

Luca Lops

Sbatto tamburi, strimpello un po’ le corde e schiaccio tasti a caso. Ho tante passioni, forse anche troppe, come sono tante le cose che faccio. Mi interessano un po’ tutti gli aspetti che riguardano la musica e grazie a Polvere ho la possibilità di approfondirli.

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