I Vanilla Muffins potrebbero essere facilmente candidati per il titolo di gruppo Oi! più vero del mondo. Se non fosse per il fatto che questo gruppo non suona musica Oi!. E se non fosse per il fatto che i Vanilla Muffins sono svizzeri.
Si, esattamente. Questo incredibile trio viene proprio da Basilea, una delle città con il PIL più alto della Svizzera – e quindi del mondo –, capitale della cultura elvetica, con un’industria farmaceutica a dir poco gigante e sede della Banca dei Regolamenti Internazionali, una specie di banca che si occupa di prestare soldi alle varie altre banche del mondo.
Insomma, da una città con un curriculum del genere risulta difficile credere che possa crescere qualcosa dal sapore underground. Ma è proprio tra le pile di banconote arrotolate, i romanzi svizzeri dell’800, gli psicofarmaci all’ultimo grido e questa stramba “banca delle banche” che, dalla metà degli anni ’90, si annida il gruppo più punk della svizzera. Così tanto punk da non volerlo nemmeno suonare così tanto.
Inizialmente l’obiettivo dei Vanilla Muffins era quello di essere un duo e cantare canzoni pop anni ’80 a tema calcistico con una chitarra scordata e una drum machine. Visto, però, che il pop anni ’80 è sostanzialmente un post punk un po’ meno cupo e meno cattivo, i gusti musicali dei componenti comprendevano anche una buona dose di punk rock e la drum machine non poteva imitare i ritmi dei cori da stadio, ecco che i Vanilla acquistano un batterista e diventano un potentissimo trio.
Una canzone dal titolo Comerade – che, per i fan della prima ora, si trova ancora su YouTube con il titolo 3 Comerades – racconta la conoscenza tra due membri del gruppo: i due si conoscono in un club, ci provano con delle ragazze, fanno a bottigliate con i buttafuori del locale e il giorno dopo, in post-sbornia completo, si rivedono per una partita a freccette.
In un’intervista pubblicata online qualche anno fa, il cantante dei Vanilla Muffins ha detto che nessuno sentirà mai il gruppo parlare di questioni politiche o toccare temi sociali. Non si tratta di menefreghismo o disinteresse, tutt’altro: sta proprio nello spirito del gruppo raccontare la propria quotidianità fatta di abitacoli di macchine che puzzano di erba, colloqui di lavoro, sbronze collettive e feste nei parchi di Basilea. E a fare da collante a tutto ciò è proprio quella cosa che, se non esistesse, sicuramente non esisterebbero i Vanilla Muffins: il calcio.
Si, il 99% delle canzoni del trio elvetico ha almeno un richiamo calcistico o alla sottocultura ultras. Oltre a essere degli habitué nella curva del Basilea – città che vanta un’incredibile scena ultras cittadina –, infatti, i Vanilla Muffins sono così patiti di calcio che persino alcuni storici allenatori del Basilea sono nominati in alcune loro canzoni. In una bellissima compilation prodotta dall’etichetta Oi!-Strike ad inizio anni 2000, ad esempio, figura un pezzo del gruppo dal titolo Blue Red Forever che, per oltre metà canzone, nomina squadre di calcio europee: le squadre che i ragazzi di Basilea sognano di affrontare sia sul campo che sugli spalti.
E il nome? Nulla di più semplice: i Vanilla Muffins erano dei dolcetti mangiati dai culturisti per aumentare la propria massa muscolare ad inizio degli anni ’90. Sostanzialmente, visto che mangiare tanti muffin alla vaniglia rendeva fortissimi, quale poteva essere il nome per uno dei gruppi punk più forti del mondo?
Anche il genere con cui il gruppo si definisce in modo molto ironico, ovvero il sugar oi! è semplicemente un termine tirato fuori da un amico che assisteva ad una sessione di registrazioni. Non era pop ma non era nemmeno punk. E allora come si può definire un genere in cui si parla di scazzottate, delusioni amorose, guai, calcio, calcio, calcio e calcio ma suonato in modo dolce, quasi zuccherino? La risposta è proprio sugar oi! un termine antitetico che si adatta perfettamente a questo tipo di gruppo.
I Vanilla Muffins si sono sciolti pochi anni dopo la pubblicazione, nel 2003, del loro album più iconico e rappresentativo: The Drug Is Football. La motivazione, come al solito, non poteva essere meno Oi!: due componenti del gruppo litigano tra di loro per futili questioni e decidono che non vogliono più suonare insieme.
Il divorzio tra i ragazzi di Basilea, però, non dura troppo: i tre ripartono con le produzioni nel 2014 e, tra un singolo e un remix di qualche pezzo vecchio, se ne escono con Commando Ultra il 3 luglio del 2026. Questo ultimo lavoro continua a omaggiare il mondo del calcio con una particolare attenzione per il football inglese ma, come al solito, rappresenta perfettamente lo stile dei Vanilla Muffins.
Ultras, rissaioli, clubbers, appassionati di musica anni ’80, feticisti del calcio e orgogliosamente svizzeri. Così orgogliosi che pare non vogliano suonare troppo in giro per non passare troppo tempo all’estero: I Vanilla Muffins rappresentano quella bellissima spina nel fianco di un paese che, alla fine, non è solo banche e fabbriche di cioccolato.

