Se dovessimo racchiudere in una sola parola la filosofia che anima il Festival – e che, motore principale del suo successo, lo differenzia da tutti gli altri eventi mainstream –, quella parola sarebbe “amore”.
Amore per un territorio, carico di storia, di lotta e di liberazione, che diventa uno spazio di vita della comunità.
Amore per la comunità, che è l’asse portante del movimento e dell’intero festival. In opposizione all’idea di business, degli individui imprenditori di sé stessi, decontestualizzati e lanciati nel mercato globale, Alta Felicità ci parla di una dimensione collettiva dove è ancora possibile prendersi cura gli uni degli altri, valorizzando le differenze e l’apporto che il singolo può dare in un contesto più ampio.
Amore, infine, anche per la musica: per quella musica slegata dalle logiche di mercato e saldamente ancorata alla qualità e al rapporto pubblico-artista.
in collaborazione con Stefano Scuderi

