Luca Parri

Il furto nel dancefloor: musica elettronica e illegalità

Il furto nel dancefloor: musica elettronica e illegalità

Se l’elettronica oggi è il linguaggio universale del pianeta, non lo dobbiamo alle major, ma alla pirateria. Appropriazione indebita non come semplice furto, ma come democratizzazione forzata e insurrezione costante. La pirateria non ha ucciso la musica, l’ha liberata da un’élite di guardiani che volevano decidere chi avesse il diritto di produrre rumore,...

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Love Is Not Enough: il manuale d’istruzioni per la resistenza, secondo i Converge

Love Is Not Enough: il manuale d’istruzioni per la resistenza, secondo i Converge

Quando si parla di metalcore, l’immaginario collettivo scivola ancora verso quella melassa iperprodotta che ha infestato la fine degli anni Duemila: breakdown prefabbricati, estetica da copertina patinata, rabbia addomesticata per lo streaming. Eppure il metalcore nasce altrove, come collisione tra urgenza hardcore, estremismo grind e precisione metal,...

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Deadbeat è un ritratto autoreferenziale, a cui non si riesce a credere

Deadbeat è un ritratto autoreferenziale, a cui non si riesce a credere

Se pensiamo, all’interno della musica contemporanea, a chi negli ultimi quindici o vent’anni ha dettato delle regole così fondanti per tutto ciò che è venuto dopo, portando un approccio di nicchia a diventare la norma, probabilmente il nome che staccherebbe di tanto altri validissimi contendenti è quello di Tame Impala e della persona dietro il progetto:...

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Wednesday: il sanguinamento come memoria, non come shock

Wednesday: il sanguinamento come memoria, non come shock

Nato come progetto solista di Karly Hartzman e sviluppatosi nel corso di sei album, Wednesday è diventato nel tempo una band corale, capace di trasformare il vissuto della sua frontwoman in un linguaggio collettivo. Il gruppo si muove tra country alternativo e shoegaze scarno, declinando i canoni del Southern Gothic in forma di indie rock essenziale....

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Big Thief: prima volta in tre, doppio infinito

Big Thief: prima volta in tre, doppio infinito

Fin dal suo incipit, l’album ribadisce quanto la band non sia mai rimasta confinata nei limiti del folk tradizionale, ma abbia saputo muoversi in territori sempre più contaminati. Che un disco di folk contemporaneo si apra con un tappeto cosmico di sintetizzatori non è più un’eccezione, ma una testimonianza di come il genere, negli ultimi decenni, abbia...

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