Dalla passione comune per la cultura rave e le radio clandestine londinesi al mixtape che ha definito un movimento: ripercorriamo insieme l’eredità delle first ladies della drum and bass mondiale. Un duo che ha scardinato un’egemonia, portando le donne al centro del genere.
Luca Parri
Il paradosso del lo-fi hip hop: dal drunk-swing alla muzak digital
Tutto partì con l'Akai MPC-300, storica drum machine utilizzata per produrre basi hip hop, uno strumento che univa approccio acustico e quantizzazione computerizzata, combinando processori e software con pad pressibili. I tasti richiedevano un’interazione quasi analogica da parte di chi li suonava per...
Spezzare il tempo bianco: decolonizzare la musica elettronica da ballo
La musica elettronica da ballo non è nata nei club berlinesi né nei festival europei: è nata da corpi non bianchi che hanno trasformato schiavitù, migrazione forzata, segregazione urbana e lavoro industriale in linguaggi sonori di sopravvivenza e liberazione. Come scrive DeForrest Brown Jr., la techno appartiene a «una tradizione secolare di pratiche nere...
Deadbeat è un ritratto autoreferenziale, a cui non si riesce a credere
Se pensiamo, all’interno della musica contemporanea, a chi negli ultimi quindici o vent’anni ha dettato delle regole così fondanti per tutto ciò che è venuto dopo, portando un approccio di nicchia a diventare la norma, probabilmente il nome che staccherebbe di tanto altri validissimi contendenti è quello di Tame Impala e della persona dietro il progetto:...
Wednesday: il sanguinamento come memoria, non come shock
Nato come progetto solista di Karly Hartzman e sviluppatosi nel corso di sei album, Wednesday è diventato nel tempo una band corale, capace di trasformare il vissuto della sua frontwoman in un linguaggio collettivo. Il gruppo si muove tra country alternativo e shoegaze scarno, declinando i canoni del Southern Gothic in forma di indie rock essenziale....
Big Thief: prima volta in tre, doppio infinito
Fin dal suo incipit, l’album ribadisce quanto la band non sia mai rimasta confinata nei limiti del folk tradizionale, ma abbia saputo muoversi in territori sempre più contaminati. Che un disco di folk contemporaneo si apra con un tappeto cosmico di sintetizzatori non è più un’eccezione, ma una testimonianza di come il genere, negli ultimi decenni, abbia...
Kode9 tra archivistica, attivismo e basse frequenze: dalla CCRU a Hyperdub
Il rapporto tra teoria e pratica è da sempre conflittuale, come lo sono tutti i rapporti di interdipendenza. Spesso chi studia non agisce, e chi agisce non studia; le rivoluzioni teorizzate restano distanti anni luce dalla realtà proletaria a cui dovrebbero riferirsi e da cui dovrebbero trarre strategie di conflitto. Esistono però spazi in cui conflitto e...
Dalla Garbatella a Belfast: resistenza in musica con i Kneecap
«D’you know what? Every f*ckin’ story about Belfast starts like this». La voce di Mo Chara esplode nel buio, seguita da immagini di esplosioni, barricate, fiamme. È un inizio che non concede tregua: i Troubles, la guerra urbana che ha segnato l’Irlanda del Nord, tornano sullo schermo non come memoria polverosa, ma come ferita ancora pulsante. È da qui che...
Private Music: la formula Deftones, avvolta nel serpente bianco
Parlare di qualcosa come influente – in un’epoca in cui le tendenze evaporano nel giro di poche ore, confinate in bolle sempre più circoscritte – è un esercizio ambiguo che dice molto di come percepiamo oggi la rilevanza culturale. I meccanismi di consolidamento sono stati scardinati da un’esperienza individuale frammentata, filtrata da social media che...
Rave Inc.: Sónar, Boiler Room e la fabbrica del dissenso addomesticato
Che l'estetica possa diventare merce non è cosa nuova, nell'Occidente neoliberale. Dal punk ridotto a mero canone – completamente depotenziato e annullato nella sua componente anti-sistema – alle lotte contemporanee trasformate in terreno fertile per capitalizzare, tutto viene assorbito. Come se ogni dissenso potesse essere convertito in prodotto, ogni...









