La provincia di Sondrio, nel mezzo delle alpi lombarde, ospita una delle scene alternative più interessanti del momento. Un movimento culturale in grande fermento che in questo 2025, grazie ad alcune pubblicazioni degne di nota, ha cominciato a travalicare il paesaggio montano che lo aveva finora incubato
Alimentata dal fortunato ricambio generazionale degli ultimi anni, nel sondriese è emersa una nuova scena musicale che sta godendo di grande vitalità soprattutto in Valtellina. Piuttosto che dalle sonorità, i giovani che la compongono sono accomunati dallo stesso background culturale e da un sentimento condiviso: la ricerca di una comunità in cui potersi riconoscere assecondando il proprio spirito alternativo. Spesso pendolari, fuorisede o expat, questi artisti conoscono le criticità della vita in valle e sognano di contribuire a un suo rinvigorimento sociale. Da un lato, questo movimento sta ripopolando gli storici centri culturali della zona – alcune località di riferimento sono Sondrio, Morbegno, Chiuro e Spriana – e dall’altro si sta aprendo al pubblico che arriva da fuori grazie alla creazione dell’ormai consolidato Perestrojka Fest.
Sempre a maggioranza locale, la line-up di questo festival si è nel tempo arricchita di incursioni dal panorama alternative nazionale. Nell’ultima edizione hanno suonato, tra gli altri, i Giallorenzo (milanesi d’adozione), il duo veneziano dei Laguna Bollente, il progetto Edera di Margherita Ferracini (già membro delle torinesi Irossa), il vicentino Nic T e gli Asino da Massa e Carrara. Il Perestrojka Fest non si limita alla musica, ma con tende da campeggio, installazioni artistiche, talk e laboratori riempie di colori un piccolo pianoro sui 1000 metri d’altezza, dando anche spazio ad associazioni e produttori locali. Nato nel 2019 come ritrovo tra artisti e amici per condividere qualche giorno in quota, la rassegna è cresciuta di anno in anno finché il collettivo organizzatore non ha deciso di costituirsi come associazione. Oggi Perestrojka è una realtà concreta che coinvolge l’intera provincia tramite incontri ed eventi culturali durante tutto l’anno solare. Decostruendo il diffuso individualismo e la tendenza conservatrice, le sue attività mirano a una ristrutturazione valoriale e collettiva della valle che passi anche dalla promozione delle forme d’arte emergenti nel territorio.
Il 2025 della scena valtellinese è stato segnato dal ritorno alla pubblicazione dei suoi tre principali progetti musicali. I primi sono stati i Ricche le mura, che nel cuore di maggio hanno pubblicato Un ragno, il suo uovo e noi dentro (2025, La Tempesta Dischi). Dopo il fortunato Inizio, Turno, Fine (2023, La Tempesta Dischi), con cui avevano solcato molti palchi in tutta la penisola, il quintetto di Sondrio ha assemblato un ispiratissimo concept album. Lavorato in tandem da Marco Giudici e Fight Pausa, Il disco offre uno storytelling simbolico ed esistenziale in cui il binomio uomo/natura sfocia in continue metamorfosi. In termini musicali, i Ricche hanno raggiunto un alt-folk contagioso che può ricordare gli ultimi Black Country, New Road o i primi Arcade Fire. A tratti elettrizzante, a tratti introspettivo, il loro è un grande falò attorno cui lanciarsi in folli danze oppure unirsi in cerchio e riflettere su quello che che stiamo attraversando in quanto comunità.
Successivamente è stato il turno di Merli Armisa e Faccianuvola, usciti in contemporanea con Ortensie Comete (2025, Dischi Sotterranei) e Il dolce ricordo della nostra disperata gioventù (2025, Columbia Records). Il primo, pseudonimo di Michele Boscacci, era emerso nel periodo post-lockdown con l’autoprodotto Lleb (2021). In questo secondo disco il suo synth pop sognante si intreccia a un gusto vagamente orientale e a qualche chitarra distorta in più. Le produzioni a cura di Fight Pausa conferiscono un velo di impalpabilità ai testi che, come dolci preghiere, affiorano appena. Le soffici ortensie di Merli mutano in prorompenti comete quando, eseguite dal vivo in full band, si vestono di uno shoegaze più sontuoso. D’altro canto Faccianuvola, progetto personale di Alessandro Feruda, non è più una sorpresa. Dopo i primi esperimenti, l’artista ha trovato la sua quadra fondendo la sfera elettronica dei suoi beat a quella eterea dei suoi testi. Dove le sonorità urlano Pop X, i versi ricordano Andrea Laszlo De Simone. Con quest’ultimo album l’artista ha indagato l’umana contraddizione che porta a rimpiangere anche i momenti meno felici del proprio passato. Se già al suo debutto con Le stelle* il sole; l’arcobaleno)) (2024, Columbia Records) fece molto parlare di sé, oggi si può dire che Feruda abbia definitivamente rotto la sua bolla, raggiungendo numeri da musicista mainstream.
Oltre a questi, la nuova scena valtellinese comprende tanti altri progetti musicalmente variegati. Una giovane artista pop che quest’anno ha rilasciato il suo primo EP è Henna. La sua valle continua a risuonare, nonostante la distanza, sia in Polo Nord (2025) che in tutti i suoi singoli precedenti. Esordio anche per il duo folk Mai più inverno, che in estate ha dato alla luce l’EP Tormente (2025). Di simili immaginari e sonorità vivono da tempo gli Scemodiguerra, attualmente in tour con nuove canzoni in attesa che prenda forma il loro secondo album. Tra i gruppi più promettenti anche i Dysphoteque: il loro debutto in lingua italiana Di vite inventate (2025) mostra come abbiano evoluto il prog dei primi anni. Un paio di progetti indie hanno invece segnato l’annata precedente. Le Falene hanno rinnovato la loro formazione e rilasciato due singoli back to back. Urgente e riservato è invece Analisi portafoglio danni (2024, La Tempesta Dischi), esordio assoluto di Tueri Damasco, ovvero Lorenzo Fabbri.
Nei crediti dei vari progetti fin qui citati si possono spesso riscontrare gli stessi nomi: tecnici del suono, musicisti, grafici e uffici stampa che, dividendosi su più lavorazioni, garantiscono lo sviluppo dell’intero movimento. Per orientarsi in questa complessa mappatura si può fare affidamento su New Music Valley, un osservatorio dedicato alla musica proveniente dalla provincia di Sondrio. Il suo profilo Instagram condivide le nuove uscite discografiche e ripropone alcuni album storici, il tutto confluisce poi in una playlist Spotify costantemente aggiornata.

