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La semplicità del pane: Samuele Bersani & Orchestra

Dopo un piccolo periodo di pausa, Samuele Bersani torna in tour con un progetto ambizioso: suonare nei maggiori teatri italiani accompagnato dall’Ensemble Symphony Orchestra. L’ambizione del progetto, ieri approdato al Teatro Colosseo di Torino, nasconde però la semplicità e la genuinità che contraddistinguono Bersani e le sue canzoni fin dagli esordi.

Infatti, il rispetto che Samuele nutre verso le canzoni, definite oggetti da maneggiare con cura, portano il concerto ad allontanarsi dal concetto di spettacolo per avvicinarsi a quello di “confessione”, comunione intima tra l’artista e la platea. Tra una canzone e l’altra, il cantante romagnolo si lascia andare a discorsi improvvisati, semplici, spesso simpatici e a tratti superficiali, ma con quella superficialità che nasconde gli abissi di chi, giù in fondo, c’è stato veramente. Infatti, Bersani non ha paura di ammettere che ciò che dice nelle sue canzoni attinge quasi sempre da elementi autobiografici.

Ecco quindi un uomo che si mette a nudo, che è stato in cura per degli anni, che ha tanti limiti, che ha avuto il cuore spaccato e che, troppo spesso, ha complicato il pane. Un uomo che ora, però, dopo aver lottato come un gigante contro ogni suo trauma e dolore, vuole solo essere lasciato in pace per poter sognare. Allora lasciatelo sognare, Samuele. Perché ieri, con le sue canzoni, ha fatto sognare un teatro intero. E speriamo continui a farlo ancora per molti anni.

Nicolo Canestrelli

Nicolò, quello che vede vo’: mia madre aveva già capito tutto prima che nascessi. Discepolo di Andrea Laszlo De Simone, confido in Nanni Moretti che dice: “io credo nelle persone, però non credo nella maggioranza delle persone”. Le persone in cui credo provo a fotografarle.

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